Lavoro con i Genitori

Educare è uno dei tre mestieri impossibili, secondo Freud (accanto al governare e allo psicoanalizzare). La proposta di un “corso per genitori” è dunque in se stessa paradossale, perché non esistono ricette o manuali nel campo dell’educazione dei figli.

Al tempo stesso, per un genitore “sapere cosa fare” può essere davvero difficile, e mettere fortemente alla prova in diverse fasi del ciclo della vita del figlio.

Si è bombardati da messaggi spesso contrastanti, che promuovono questa o quella tecnica educativa, oppure che prefigurano possibili pericoli e traumi per i bambini, con l’effetto di confondere ancora di più.

Penso al tema del sonno nei piccoli, o alla tanto discussa questione del “gender” nelle scuole, che recentemente ha generato allarme a partire da una scarsissima informazione, e soprattutto da molta paura.

Serve allora, nella giungla informativa in cui a volte ci si perde, riscoprire il proprio ruolo di genitori capaci.

Occorre valorizzare le proprie risorse attraverso la riflessione su di sé, l’attenzione a ciò che succede nelle relazioni, il confronto con l’altro.

Per questo propongo momenti di scambio e riflessione con l’obiettivo di mettere a fuoco una o più difficoltà insorte nel rapporto con il proprio figlio, e di lavorare insieme ricercando modalità diverse di leggerle e di affrontarle.

A chi mi rivolgo?

A mamme e papà, da soli, in coppia o in piccolo gruppo, che sono alle prese con:

  • bambini con problemi di attenzione, iperattività, aggressività;
  • bambini con disturbi del sonno, difficoltà a scuola, problemi relazionali con i compagni;
  • adolescenti che rifiutano la scuola, che non trovano più un dialogo con i genitori, che trasgrediscono le regole anche mettendosi a rischio.

Come lavoro?

La psicologa, a partire dalle situazioni presentate dai genitori, propone spunti di riflessione sul modo in cui ciascuno, da solo o nella coppia, esercita la funzione genitoriale, suggerendo una lettura del problema che tenga conto di una molteplicità di fattori così da modificare, innanzitutto, il modo in cui si pensa al problema stesso, ad esempio:

  • qualità delle relazioni in famiglia;
  • eventi critici avvenuti;
  • personalità del bambino;
  • effetto del “problema” sulla vita familiare…

Parallelamente, verranno proposte esercitazioni pratiche e strategie da mettere in atto con il bambino o ragazzo, con la possibilità di comprenderne il senso e valutarne l’impatto nel corso del lavoro.

Quanto dura?

La durata media è di 6/8 incontri, della durata di un’ora e mezza ciascuno.
Le date potranno essere concordate direttamente con gli interessati.
Il corso può essere frequentato sia singolarmente che in coppia.

A cosa serve?

  • I genitori che frequenteranno il corso avranno la possibilità di ricevere un ascolto attento e professionale sulle difficoltà che incontrano con il proprio figlio.
  • Potranno sperimentare diverse letture di queste stesse difficoltà e riconoscere il significato di cui sono portatrici.

Avranno inoltre la possiblità di apprendere tecniche e strategie comportamentali per migliorare la comunicazione e la relazione con il bambino o adolescente.

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