Quando la scuola è un problema: le scuole medie e le superiori

Quando la scuola è un problema: le scuole medie e le superiori

Le scuole medie e le superiori: il gruppo, il confronto, la sfida

Per l’adolescente, le difficoltà a scuola acquistano ancora altri significati: in una fase in cui è centrale la definizione di sé in relazione al gruppo dei pari, e uno dei compiti di crescita riguarda la differenziazione dai genitori, i voti rischiano di diventare un terreno su cui giocano molte battaglie, non necessariamente legate all’ambito scolastico in senso stretto.

Con i pari, a scuola il ragazzo costruisce e continuamente ridefinisce un’immagine di sé, come capace/incapace, uguale/diverso, amato/rifiutato, mentre in riferimento alla famiglia, spesso il rendimento scolastico, se non soddisfacente, diventa motivo di lotta e di sfida, in modi che a volte finiscono con il turbare pesantemente il rapporto genitori-figli.

Padre e/o madre non fanno che parlare dello studio; parallelamente il figlio si chiude, evita il confronto, sembra ritrarsi, talvolta anche mentire.

Intanto le interazioni piacevoli, scherzose, di nutrimento reciproco, così necessarie ad ognuno e all’adolescente in particolare, diventano sempre più rare, fino a sparire.

In questi casi occorre ripartire proprio dalla relazione, senza colpevolizzazioni; ai genitori si chiede lo sforzo di controllare le emozioni di rabbia e frustrazione che il figlio suscita in loro, al ragazzo di rinnovare la fiducia in se stesso e in chi lo circonda, accettando però almeno alcuni dei limiti che gli vengono posti.

Spesso risulta poco produttivo che i genitori si concentrino sul rendimento scolastico del figlio, insistendo continuamente affinché studi: i rimproveri degenerano in discussioni e liti che sembrano ripetersi sempre uguali. Occorre trovare altre strategie.

Tra queste, il controllo e il ri-orientamento delle interazioni che altrimenti sfociano in litigi improduttivi, e la negoziazione.

Mi capita spesso di lavorare con genitori che si trovano alle prese con adolescenti da loro descritti come impenetrabili, introversi, arrabbiati, e che suscitano allarme proprio a causa di un crollo, più o meno improvviso, del rendimento scolastico.

In questi casi, di volta in volta, valuto se proseguire il lavoro con i genitori, aiutandoli a chiarire e mettere a fuoco le caratteristiche della relazioni familiari che fanno da base e da terreno per il problema portato, suggerendo loro anche alcune strategie comportamentali, oppure se incontrare l’adolescente, lavorando con lui sulle emozioni che fatica a riconoscere e a canalizzare, e proponendo percorsi di rinforzo della costruzione del proprio Sé.

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